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Difendiamo la civiltà in nome della cultura degli umbri

L’approvazione del decreto legge governativo che impedisce ai sanitari di Udine di esercitare secondo scienza e coscienza la loro professione, in aggiunta al disegno di legge che in contrasto con una deontologia plurimillenaria obbliga i medici a denunciare gli immigrati che si rivolgano loro per essere curati, apre una pagina nuova nella storia italiana.

Nel primo caso si vuole intervenire con una legge d’urgenza sul diritto al rifiuto delle cure sancito dall’articolo 32 della Costituzione, nei confronti di una persona da 17 anni in coma dichiarato irreversibile secondo le procedure convenute dalla comunità scientifica, il secondo priva del diritto alla salute, sancito dalla Carta dell’Onu, quegli esseri umani che saranno esposti al dilemma se curarsi ed essere rinviati al paese da cui sono fuoriusciti per sfuggire al degrado, o rimanere clandestinamente in Italia rinunciando in caso di bisogno a cure che non potrebbero avere dove sono nati.

L’Umbria è la terra che ha espresso nel corso di una lunga storia personalità come Benedetto e Francesco, che hanno portato nel mondo la cultura dell’amore e della fratellanza.

L’Umbria è la terra di Aldo Capitini.

L’Umbria è la regione nei cui servizi sanitari trovano ricovero migliaia di persone da tutt’Italia per un’assistenza qualificata sul piano medico ed umano.

L’Umbria è la regione le cui università formano ogni anno migliaia di studenti di tutto il mondo.

Noi, cittadini dell’Umbria, insorgiamo contro questi provvedimenti che se portati ad effetto allineeranno l’Italia, patria del diritto fin dall’epoca romana, all’Afghanistan dei talebani, ed invitiamo le forze politiche e sociali perugine ed umbre a unirsi nella protesta.

Ci stringiamo intorno al presidente Napolitano, baluardo come sempre della legalità repubblicana.

Catiuscia Marini: “Il Pd non può prescindere da un rapporto diretto con il Pse”

Rose Rosse d’Europa ha incontrato l’eurodeputata Catiuscia Marini, entrata nel Parlamento europeo nel maggio 2008, subentrando a Lapo Pistelli, eletto alla Camera dei Deputati. Politica di scuola Ds, Catiuscia Marini fa parte della delegazione italiana del Partito socialista europeo. L’Umbria torna così ad avere una rappresentanza nella massima istituzione comunitaria. Con Catiuscia Marini abbiamo parlato della nostra regione, del suo ruolo all’interno dell’Europa unita e del possibile futuro che può avere l’Umbria. Ma, ovviamente, abbiamo parlato anche del Pse e della futura collocazione internazionale del Partito democratico.

Intervista di Roberto Vicaretti

1) Dopo tanti anni l’Umbria ritrova una rappresentanza nel Parlamento europeo. Può la sua presenza nella massima istituzione comunitaria avvicinare i cittadini umbri all’Unione, rendendola più umana?

L’Unione europea è un soggetto complesso, fatto di pesi e contrappesi. È l’organo di rappresentanza e di governo di quasi 500 milioni di cittadini, espressione di 27 Stati membri ognuno con una sua storia, eredità e vocazione. È, ad oggi, l’istituzione transnazionale più influente al mondo. Eppure sembrerà strano, ma i suoi costi di gestione sono pari a quelli del Comune di Parigi o di Berlino.

Non mi illudo di poter cambiare, da sola e in poco tempo, la percezione che i cittadini umbri possono avere dell’Europa. Ma sarò il punto di riferimento del mio territorio, perché sono convinta che ci sia un’Europa utile di cui abbiamo bisogno anche in Umbria: per nuovi e più estesi diritti, per accrescere la competitività delle nostre piccole e medie imprese, per orientare risorse più significative e garantire maggiori opportunità nello studio, nella formazione e nel lavoro. Credo molto che serva promuovere la conoscenza dell’Europa ma anche formare classi dirigenti, anche a livello locale, convintamente “europeiste”.

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il cannocchiale