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Il Campeggio di Carpentras

I giovani socialisti di tutta Europa si sono dati appuntamento da 25 al 31 luglio nel cuore della Provenza, a pochi chilometri da Avignone.
Nonostante la discutibile efficienza organizzativa dei compagni francesi, l’appuntamento è stato rilevante non soltanto per l’aspetto politico. Chi ha partecipato, come il sottoscritto, può ben dire che è stata un’esperienza che ha lasciato il segno, anche dal punto di vista personale . Ritrovarsi fra giovani dei più disparati paesi, ascoltare l’intreccio di lingue ed idiomi diversi, apprezzare le svariate peculiarità culturali sotto il tetto di un comune sentire socialista, ha reso i giorni trascorsi dai cugini transalpini qualcosa di più che un semplice campeggio o un interessante evento politico. Là si è brevemente sperimentato in potenza “il luogo”del socialismo europeo. Là ci sentivamo di appartenere ad una famiglia politica unica, che mai come oggi ha bisogno di esprimersi in tutte le sue potenzialità, ancora rattrappite e tarpate dall’anacronistica e gelosa conservazione di specificità nazionali, ormai superate dalla storia e dalla parte più viva della società, ma non sempre (purtroppo) dalla politica. Saranno le giovani generazioni di oggi che costruiranno l’Europa del futuro; lo devono fare implementando quel senso di appartenenza ed identità che sta alla base di ogni progettualità collettiva. Per tale motivo Rose Rosse sosterrà con tutte le sue forze la raccolta di firme, da presentare alla Commissione Europea, proposta dal presidente dell’Ecosy Giacomo Filibeck in vista delle elezioni di giugno 2009, per creare le basi politiche e finanziarie di Erasmus “Universale”, promosso come UE e voluto “dal basso”, conquistato, cioè, dai giovani europei, cuore pulsante del nostro avvenire. Secondo la proposta non solo gli studenti universitari, ma tutti i ragazzi e le ragazze che vivono nella UE potranno, fino al 25° anno di età, fare un’esperienza formativa di almeno 6 mesi in un altro paese dell’Unione.
La globalizzazione ci porta a vivere lo spazio ed il tempo in modo completamente diverso rispetto a qualche decennio addietro. La velocità di comunicazione e contatto ha sviluppato i suoi effetti in ogni angolo del pianeta con ricadute di enorme portata anche relativamente ai paradigmi cognitivi dell’umanità: la finanziarizzazione del capitale, la crisi delle ideologie ed i nuovi “scontri di civiltà” sono senza dubbio facce di una stessa medaglia. Ma la globalizzazione contiene pure delle opportunità alle quali non è dato chiuderci. Se è vero che le medesime tecnologie ci hanno reso tutti più reperibili, senza però renderci più vicini ed integrati sotto l’aspetto politico e sociale, l’Europa e gli europei hanno la non procrastinabile necessità di procedere alla costruzione di un terreno comune, ideale e concreto al tempo stesso, in grado di far decollare e far vivere tra le genti di ogni paese le strumentazioni politiche-amministrative oggi presenti. È chiaro che il deficit attuale da esse ora esperito può essere colmato solo attraverso un salto di qualità culturale, solo attraverso un coinvolgimento diretto delle persone, solo per mezzo di una conoscenza vera di chi siamo e di chi vogliamo essere. Gli europei devono iniziare a pensare ad un “NOI”. Serve al più presto parlare in prima persona plurale, se l’obiettivo è declinare una nuova politica per una nuova Europa.
Ovviamente, sono i partiti che, autoriformandosi, possono riformare l’idea debole che fino adesso abbiamo vissuto dell’Europa.
Iniziative di scambio interculturale e di gemellaggio tra giovani e meno giovani, aderenti al Pse, diventano allora sempre più importanti; e ancora più dirimente diviene la funzione di dibattito che questa associazione svolge nel panorama politico generale.
A Carpentras si è compreso che i giovani socialisti europei sono pronti alla sfida, così come lo sono i giovani italiani che in Francia hanno costituito la delegazione più numerosa. Noi di Rose Rosse siamo convinti che sono pronti anche tutti quei giovani italiani che al momento non aderiscono né al Pd, né al Pse, ma sono ben consapevoli che il loro futuro sta in un’Europa democratica, progressista e socialista.
Un partito “nato per chi nel 2020 avrà venti anni” ha l’obbligo politico di vincere questa sfida.

Valerio Marinelli

Portavoce Rose Rosse D’Europa

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