da www.unita.it
Quando un partito come la Cdu perde 13 punti nel Saarland (dal 47,5% al 34,59%) e quasi 12 punti in Turingia (dal 43% al 31,1%), non si può girare la testa all’altra parte e far vinta di nulla. In quelle due regioni il partito dei cristianosociali aveva la maggioranza assoluta e governava in solitudine da più legislature. Ora non sarà più possibile. Soltanto in Sassonia le cose sono andate in modo accettabile per Merkel: qui la Cdu soffre una perdita contenuta (-0,6%) e col 40,5% dei voti potrà restare alla guida del governo locale in alleanza quasi certamente con la Fdp salita dal 5,9% al 10,1%.
Il risultato più clamoroso è quello della Linke che si conferma molto forte nei Länder orientali (27,6% in Turingia, 21% in Sassonia), ma soprattutto fa saltare il banco nel Saarland dove è scattato il cosiddetto «effetto Oskar». Il candidato governatore Lafontaine porta il partito al 21,3%, un risultato superiore a tutte le aspettative, se si pensa che cinque anni fa in quella regione la sinistra antagonista, allora Pds, aveva preso solo il 2,3%. Spd (24,5%) e Linke hanno ora i numeri per dar vita insieme ai Verdi (5,7%) ad un governo regionale rosso-rosso-verde e sarebbe il primo esperimento del genere.
In base al voto di ieri una coalizione tra Spd e Linke (qui anche senza il soccorso dei Verdi) potrebbe governare pure la Turingia, dove il partito di Lafontaine col 27,5% supera la Spd arrivata al 18,5%. Un’altra indicazione che viene dal voto regionale riguarda il trend positivo dei Liberali che avanzano dappertutto raggiungendo in Sassonia addirittura il 10,1% e nel Saarland il 9,3%. Si tratta tuttavia di percentuali inferiori a quelle attese da Guido Westerwelle, il leader Fdp che alle politiche spera di arrivare al 14%. Quanto alla destra xenofoba non c’è stata la temuta avanzata: la Npd non entra nel parlamento della Turingia e in Sassonia perde consensi scendendo dal 9,2% di cinque anni fa al 5,8%. Il messaggio che viene dalle consultazioni di ieri sembra abbastanza chiaro: nulla è ancora deciso per quanto riguarda le politiche del 27 settembre.
La vittoria della Cdu e la riconferma di Angela Merkel, previste da tutti i sondaggi d’opinione, non sono scontate, così come non è detto che nella prossima legislatura a Berlino ci sarà un governo formato da Cdu e Fdp. Gli umori degli elettori sono instabili, moltissimi gli incerti, e quattro settimane di campagna elettorale possono riservare molto sorprese. Chi ci crede è Frank-Walter Steinmeier, candidato socialdemocratico alla poltrona di cancelliere. La Spd ieri non ha avuto risultati eclatanti, ma è rimasta stabile sulle sue posizioni. Quanto basta a Steinmeier per nutrire fiducia e per m













