MASSIMO ADINOLFI
docente di Ermeneutica filosofica Università di Cassino
Abstract dell’intervento all’iniziativa “Europa Laicità Diritti” – venerdì 17 aprile, Sala della Partecipazione, Palazzo della Provincia (Perugia)
A partire dalla definizione di “società post-secolare”, proposta dal filosofo tedesco J. Habermas, intendo verificare brevemente se il carattere laico dello Stato europeo moderno debba essere in qualche modo rivisto o aggiornato. Tale verifica non è neppure richiesta se si considera del tutto pacifico che l’affermazione dei diritti individuali vada messa sempre innanzi alla protezione dell’identità culturale e religiosa di una comunità, e che le distinzioni fondamentali della modernità (fra politica e religione, fra diritto e morale) non siano mai problematiche. Ma così, probabilmente, non è.
“Far tacere i teologi” per costruire nella pace religiosa l’ordine politico-giuridico è infatti il gesto inaugurale della modernità europea, al quale non si può rinunciare. Ma occorre mantenere viva la consapevolezza che si tratta di un gesto eminentemente politico (quindi anche – in certa parte almeno – polemico), e chiedersi se l’Unione Europea non debba assumersi la responsabilità di farlo ancora valere, negli inediti scenari sui quali occorre tornare a misurare la laicità della politica contemporanea.














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