Roserosse Blog

Post da Aprile 2009

Rose Rosse al Congresso SPD di MUNSTER

27, Aprile,2009 · Lascia un Commento

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Una delegazione dell’Associazione Rose Rosse d’Europa è stata invitata ed ha partecipato al congesso del SPD di MUNSTER una città di 290.000 ai confini con l’Olanda nella regione di Westfalia. Questa città è una delle roccaforti cattoliche della germania e da sempre è contesa tra i Socialdemocratici e la CDU. In agosto si voterà per il rinnovo del consiglio comunale e quindi le europee del 6 e 7 giugno saranno solo l’anticipazione del confronto cittadino. La città vanta una forte presenza universitaria ( 50.000 studenti) ED UNA POPOLAZIONE CHE VEDE IL 50% SOTTO I 30 ANNI. E’ una città ricca che ha risentito molto poco della crisi attuale. Il 26 aprile si è tenuto il cogresso della SPD locale che conta 1900 iscritti. Al congresso è stata invitata una delegazione dell’Associazione Rose Rosse d’Europa composta dal presidente Valentino Filippetti e da Valerio Marinelli che ne è il portavoce. La motivazione risiede nel fatto che la SPD di Munster stà realizzando un gemellaggio con un circolo del PD di Bologna proprio attraverso Rose Rosse d’Europa. Filippetti è intervenuto durante il congresso illustrando le finalità dell’associazione .

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Intervista Enzo Di Nuoscio

20, Aprile,2009 · Lascia un Commento

ENZO DI NUOSCIO

Docente di Metodologia delle scienze sociali
Università di Cassino

Abstract dell’intervento all’iniziativa “Europa Laicità Diritti” – venerdì 17 aprile, Sala della Partecipazione, Palazzo della Provincia (Perugia)

Nel mio intervento intendo proporre una definizione di laicità, facendola coincidere, da un lato, con la libera scelta e con il libero esercizio della ragione critica e, dall’altro, con il riconoscimento che la legittimità dello Stato prescinde dal rispetto di principi religiosi. Va pertanto considerato laico quell’individuo che sceglie la discussione critica come mezzo per la soluzione dei problemi e quello Stato che assicura a tutti la libertà e il diritto di criticare tutti e tutto. E ancora, potrà essere considerato laico, quel singolo che riconosce la legittimità dello Stato e delle sue decisioni anche quando queste ultime sono dettate da norme che non coincidono con le proprie credenze religiose e quello Stato che trae  la propria legittimità da regole prestabilite e non dall’adesione a determinati principi filosofici, religiosi o ideologici.
Dopo averla così definita, intendo proporre tre tesi, in favore della scelta della laicità:

Tesi gnoseologica: l’intrinseca laicità dell’ordine liberale si basa su presupposti gnoseologici. Per l’esattezza su due presupposti epistemologici, sui quali hanno insistito Popper e Hayek, rappresentati dalla fallibilità e dalla dispersione della conoscenza umana e su un presupposto logico, rappresentato dalla “legge di Hume”, secondo la quale non è logicamente possibile derivare i valori dai fatti, e quindi avere un’etica oggettiva. Se nella scienza non è possibile stabilire con certezza ciò che è vero; se nessuno può essere in possesso dell’intera conoscenza per pianificare ab imis la società e se nel campo dell’etica non c’è un modo razionale per stabilire ciò che è oggettivamente giusto, la discussione critica tra individui fallibili diventa l’unico strumento per affrontare e tentare di risolvere i problemi comuni. Nasce in questo modo la “società aperta”, intesa come ordine spontaneo e come spazio pubblico di discussione, che è per definizione laico: la discussione pubblica e critica può esistere solo in quanto non ci sono verità assolute, punti di vista privilegiati, “verità di stato” o verità rivelate da imporre agli altri.

Tesi sociologica. E’ proprio la laicità dell’ordine liberale a consentire la più efficacia soddisfazione della domanda di religiosità. La comunità della discussione critica rappresentata dalla società aperta costituisce il migliore ambiente per soddisfare la domanda di religiosità, essenzialmente per tre ragioni:
A) essendo un dialogo continuo tra interlocutori fallibili, accomunati dal tentativo di risolvere problemi proponendo soluzioni alternative, nello spazio pubblico dell’ordine liberale non vi è posto per assoluti umani, per dogmi indiscutibili. La discussione critica è quindi uno strumento che tende ad eliminare conoscenze assolute e quindi a evitare che lo spazio delle fede possa essere indebitamente occupato da assoluti terreni. La deassolutizzazione delle conoscenze umane e la desacralizzazione del mondo storico, apre alla religione: gli assoluti vanno cercati fuori da questo mondo.
B) Quella della religione è una scelta privata, che attiene alla coscienza del singolo. Ora, in uno stato liberale vige l’irrinunciabile principio che è la coscienza che giudica il potere e non il potere che giudica la coscienza. Lo stato liberale è laico anche perché assicura l’inviolabilità della coscienza e si astiene dal giudicare la moralità o la immoralità del comportamento individuale e quindi anche dell’adesione o meno a una credenza religiosa.
C) Ma, se una religione è privata nella sua scelta, essa è pubblica nelle sue manifestazioni. In un sistema liberale, la legittimità del potere politico e delle sue decisioni non deriva dall’appartenenza religiosa, etnico o linguistica, ma è legata al rispetto delle procedure di formazione del consenso, ad esempio della regola della maggioranza. Ora, uno stato liberale garantisce non solo libertà di culto, ma la più estesa manifestazione pubblica della religione purché compatibile con le regole dello stato di diritto, e in particolare con la procedure di  legittimazione delle istituzioni e delle loro decisioni.
Date queste tre ragioni si può infine sostenere che, consentendo una “offerta religiosa concorrenziale”, cioè la più estesa manifestazione possibile del maggior possibile di credenze religiose compatibili con lo stato di diritto, quello liberale è l’ordine che consente meglio di ogni altro di soddisfare la domanda di religiosità.

Tesi storica. E’ stato proprio il Cristianesimo a favorire la nascita di un ordine liberale laico in Occidente. Distaccando il mondano dal divino, desacralizzando e deassolutizzando ciò che è umano, il Cristianesimo combatte l’idea che la perfezione possa appartenere a questo mondo. Ma proprio perché desacralizzato, il mondo umano diventa mondo storico, che l’escatologia biblica trasforma nel luogo e nel tempo della lotta contro il male. In questo modo, dopo aver espunto l’idea di perfezione si introduce nell’ordine mondano l’idea di perfettibilità, si elimina il mito utopico di una società perfetta edificata su valori assoluti per aderire al principio pragmatico dell’eliminazione progressiva delle miserie. E proprio nella rinuncia alla perfezione in nome della perfettibilità, di una perfettibilità che scaturisce dal continuo confronto tra tradizioni diverse, consiste la vera essenza della democrazia e della tradizione occidentale. Se la desacralizzazione del mondo naturale e l’antidogmatismo hanno favorito la nascita della scienza, la storicizzazione del mondo umano ha prodotto la laicizzazione del politica, la creazione di uno spazio pubblico di discussione critica nel quale non c’è posto per punti di vista privilegiati. Si è trattato però di un percorso tutt’altro che lineare, che per secoli ha visto la Chiesa stessa violare questi principi, con il suo potere temporale, e non solo con quello.
Ed è stato proprio quell’Illuminismo, che spesso viene ingiustamente contrapposto al Cristianesimo e accusato di ateismo, soprattutto con il cattolico Voltaire, a indicare alla Chiesa cattolica il ritorno ai princìpi, all’attuazione del precetto evangelico del “dare a Dio ciò che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”. Sarà proprio Voltaire a insistere, contro la Chiesa, che il senso religioso va inteso come “libertà religiosa”, cioè come libertà di scegliere (ognuno il suo dio o nessun dio), che può essere tutelata solo in uno stato laico.

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Intervista Massimo Adinolfi

20, Aprile,2009 · Lascia un Commento

MASSIMO ADINOLFI

docente di Ermeneutica filosofica Università di Cassino

Abstract dell’intervento all’iniziativa “Europa Laicità Diritti” – venerdì 17 aprile, Sala della Partecipazione, Palazzo della Provincia (Perugia)

A partire dalla definizione di “società post-secolare”, proposta dal filosofo tedesco J. Habermas, intendo verificare brevemente se il carattere laico dello Stato europeo moderno debba essere in qualche modo rivisto o aggiornato. Tale verifica non è neppure richiesta se si considera del tutto pacifico che l’affermazione dei diritti individuali vada messa sempre innanzi alla protezione dell’identità culturale e religiosa di una comunità, e che le distinzioni fondamentali della modernità (fra politica e religione, fra diritto e morale) non siano mai problematiche. Ma così, probabilmente, non è.
“Far tacere i teologi” per costruire nella pace religiosa l’ordine politico-giuridico è infatti il gesto inaugurale della modernità europea, al quale non si può rinunciare. Ma occorre mantenere viva la consapevolezza che si tratta di un gesto eminentemente politico (quindi anche – in certa parte almeno – polemico), e chiedersi se l’Unione Europea non debba assumersi la responsabilità di farlo ancora valere, negli inediti scenari sui quali occorre tornare a misurare la laicità della politica contemporanea.

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Europa Laicità Diritti

18, Aprile,2009 · Lascia un Commento

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Un contributo culturale al PD

Negli ultimi anni superare l’Unione europea dei numeri e delle mere convergenze economiche ed adoperarsi per definire un salto di qualità dal punto di vista istituzionale e politico è divenuta una necessità ineludibile. Necessità di cui partiti, amministratori e cittadini si vanno man mano rendendo conto con sempre maggior concretezza: l’Europa politica si impone esigenza improcrastinabile.
Da Lisbona in avanti, come del resto potevamo attenderci, si è progressivamente accelerato ed insistito sull’attuazione di un “modello sociale”da edificare in parallelo ad un’Europa politicamente più forte, autorevole ed incisiva. Il “modello” di cui spesso si è parlato e si parla è ancora abbastanza nebuloso e confuso. Di sicuro rappresenta, però, il vero approdo verso il quale dobbiamo puntare: solo attraverso un univoco “modello sociale” l’Europa potrà rispondere in termini tanto politici quanto culturali ai bisogni dei suoi cittadini; bisogni che si vanno omogeneizzando, nonostante diffuse attuali tendenze ad inefficaci risposte localiste e particolari. Nostro compito, allora, è disegnare il campo di tale “modello sociale”, rendendolo funzionale e fruibile alle generazioni che vivranno in Europa da europei.
Non solo in Italia, le scoperte scientifiche e tecnologiche, le trasformazioni sociali e culturali, l’affermarsi di nuovi approcci nelle relazioni tra Uomo\ Natura, Cittadino\ Stato, Individuo\ Morale, Etica o Etiche\ Diritto, pongono interrogativi di grande rilievo alle singole coscienze, così come alle istituzioni democratiche di diverso ordine e livello. Da ciò, appunto, la domanda che fa da guida all’iniziativa che l’Associazione “Rose Rosse D’Europa”, in collaborazione con “Pensiero Democratico” e “ReD” (Riformisti e Democratici) e con il sostegno dell’Associazione “A Sinistra”, promuove per venerdì 17 Aprile, ore 16:30, alla sala della Partecipazione, presso il Palazzo della Provincia di Perugia in Piazza Italia. In sintesi: può l’Europa sostenitrice di un certo “modello sociale” astenersi dal tratteggiare un quadro di riferimento vincolante per tutti i paesi membri, in merito alla declinazione della laicità ed all’allargamento dei diritti sociali e civili in principal modo? Mutatis mutandis, può l’Europa politica pretesa, che interpreta la Cittadinanza come chiave di volta della propria identità e del proprio paradigma di benessere e democrazia, lasciare laicità e diritti ad esclusivo appannaggio delle scelte di legislatori nazionali? In altri termini, è utile, consono e opportuno per gli obiettivi dell’Europa e degli europei rendere meno eterogeneo e frammentato il variegato panorama delle coniugazioni della laicità? O è meglio, invece, impegnare il cosiddetto “modello sociale”su fronti diversi?
Di questo parleranno i tre relatori invitati all’iniziativa: Massimo Adinolfi (docente di Ermeneutica filosofica all’Università di Cassino), Enzo Di Nuoscio (docente di Metodologia delle scienze sociali all’Università Luiss di Roma), Maurizio Oliviero (docente di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia). Coordinati dal portavoce dell’Associazione “Rose Rosse D’Europa”, Valerio Marinelli, contribuiranno a vivacizzare il successivo dibattito, introdotto da Ornella Bellini, esponente dell’Associazione “A Sinistra”.
Il dibattito sarà infatti un momento qualificante dell’incontro. Vi prenderanno parte molte associazioni afferenti al Partito Democratico umbro ed altre associazioni interessate, su tali temi attive e presenti nel tessuto civile regionale. Tra queste, oltre quelle già citate, “Libertà e Giustizia”, “Lettere Riformiste”, “Liberal PD”, “Agire Politicamente”, “Giovani Democratici” di Perugia e dell’Umbria.
Le associazioni culturali gravitanti nell’orbita del Partito Democratico sono nate con il compito di stimolare un confronto tra istanze e sensibilità composite; espressioni di una società complessa, risultano indispensabili in un partito plurale che ambisce a governare. Oggi è importante che tutte queste associazioni rilancino, più e meglio che nel recente passato, l’analisi dei fenomeni, l’apertura al dialogo ed al confronto, innescando, nel circolo virtuoso tra Cultura e Politica, i mezzi adeguati a quella sintesi che il Partito Democratico è chiamato a produrre per connotare un progetto alternativo e vincente in Italia ed in Europa.

Valerio Marinelli
Portavoce Rose Rosse D’ Europa

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Facciamoci Europei

10, Aprile,2009 · Lascia un Commento

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Europa Laicità Diritti

8, Aprile,2009 · Lascia un Commento

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