
All’interno della campagna del Partito Democratico contro la precarietà del 13, 14 e 15 febbraio 2009 i Giovani Democratici sostengono l’Appello per la mobilità giovanile “UniversalErasmus” in Europa promosso dall’ECOSY.
Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottava il progetto di Trattato sull’Unione europea presentato da Altiero Spinelli.
Dopo 25 anni, nel giorno di San Valentino, noi giovani europei che amiamo l’idea di un’Europa sociale, democratica ed unita riaffermiamo la nostra adesione agli obiettivi dei padri fondatori ed a quelli delprogetto Spinelli.
C’è una nuova generazione che crede nel processo di integrazione e che guarda all’Europa per affrontare con successo le nuove sfide globali con le quali ci misuriamo quotidianamente.
Negli ultimi anni i referendum in Francia, Olanda ed Irlanda mostrano come l’Unione europea non abbia il sostegno popolare necessario. Questi segnali indicano che l’azione dell’Ue non è percepita come efficace e non è compresa, né condivisa dai cittadini.
Per credere nel progetto europeo è necessario toccarlo con mano. Vivere l’Europa, viaggiare in Europa, studiare l’Europa, lavorare in Europa è il modo migliore per partecipare alla costruzione del progetto
democratico più rivoluzionario del mondo. Unire pacificamente popoli diversi, un tempo nemici. In questo disegno i giovani devono essere i protagonisti. Tutti i giovani.
L’Ue da tempo promuove programmi di scambio per i giovani. Tra questi il programma Erasmus che permette di fare una esperienza all’estero agli studenti universitari, è il più conosciuto. Molti altri programmi nei settori dell’educazione formale, non-formale e del volontariato promuovono la mobilità giovanile. Allora, qual è il problema?
Sono 90 milioni i giovani tra i 16 ed i 29 anni che vivono nei 27 Stati membri dell’Ue. Ma quanti tra questi partecipano ogni anno ai programmi di scambio dell’Ue? Trecentomila (300.000).
Non vogliamo l’Europa delle élites!
In Europa non mancano gli strumenti per cambiare le cose, ma la volontà politica di chi ci governa. Offriamo a tutti i giovani la possibilità di vivere l’Europa di fare un’esperienza in un altro Stato
dell’Ue, presso un ente locale, un’impresa, un’associazione, una università. In questo modo crescerà una generazione di cittadini europei con le competenze necessarie per affrontare il mercato del lavoro ed il confronto con l’altro in una società multietnica.
Quello che serve è una semplificazione delle procedure, un sistema d’informazione capillare e soprattutto che la UE spenda meglio i soldi che ha.
Se vuoi che la mobilità dei giovani in Europa sia un diritto per tutti e non per pochi firma l’appello per l’Erasmus Universale!Universale perché tutti possano farloUniversale perché lo si possa fare in tutti i settori della nostra formazione.














