
La presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ha dichiarato la disponibilità della sua regione di accogliere Eluana Englaro in una struttura ospedaliera pubblica. Una decisione che apre un nuovo capitolo in una vicenda umana drammatica, ma che fotografa anche le lacune della legislazione italiana e le consuete invasioni di campo delle gerarchie cattoliche nella vita politica e giuridica italiana.
L’associazione Rose Rosse d’Europa vuole esprimere il massimo sostegno nei confronti delle parole e della scelta della presidente Bresso e, allo stesso tempo, chiede alla presidente della giunta regionale dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e a tutti i presidenti regionali di schierarsi contro ogni intimidazione ed abuso di potere di solidarizzare con Bresso. Non lo facciamo per accendere “una terribile asta tra regioni” – come ammonito da Mercedes Bresso – ma per dare sostegno a Beppino Englaro, che da anni combatte una battaglia di civiltà anche contro la miopia del mondo politico, e per ricordare che la politica dovrebbe fare un passo indietro, consentendo agli uomini di decidere in massima libertà del proprio destino. La politica non deve strumentalizzare mai e poi mai un dramma simile, ma può farsi strumento del rispetto civile di regole e legittime decisioni.
Chiediamo alla presidente Lorenzetti di condividere le posizioni espresse dalla governatrice del Piemonte perché dietro alla sterile polemica tra partiti e tra cattolici e laici c’è una sentenza arrivata dopo una lunga battaglia giuridica. Rose Rosse è convinta che in questo modo si riescano a rafforzare le idee di chi crede nella libertà di ciascuno di avere un’opinione etica e religiosa su qualsiasi argomento e nella necessità di un rafforzamento del fronte della laicità nel nostro Paese.
Ma la drammaticità della vicenda di Eluana Englaro, come detto, evidenzia le nostre lacune legislative sul tema del testamento biologico, con l’Italia tristemente fanalino di coda in Europa. In Inghilterra il living will – testamento biologico – non è espressamente riconosciuto per legge, ma è assolutamente consolidato nella giurisprudenza. In Spagna la legge consente una persona, capace di intendere e volere, di manifestare la volontà di non essere mantenuta in vita artificialmente e di non dover essere sottoposto a trattamenti medici sproporzionati. L’Olanda, ovviamente, è il Paese d’Europa più avanzato su questo tema grazie a una legislazione che pone le condizioni in presenza delle quali i medici che aiuteranno i pazienti a ricorrere alla “dolce morte” saranno scriminati. La legge olandese, poi, riconosce in modo esplicito la validità di una dichiarazione scritta del paziente in cui si esprime l’intenzione di ricorrere all’eutanasia. La politica italiana, invece, per non incorrere negli attacchi delle gerarchie ecclesiastiche è ferma al palo e ancora si affanna a discutere su quanta laicità sia necessaria. La risposta, da secoli, è semplice: solo una politica veramente laica può essere la politica capace di rispondere alle esigenze e ai bisogni dei cittadini, quale che sia la loro religione.
Associazione Rose Rosse d’Europa
Valerio Marinelli
Roberto Vicaretti













